Fiscalità Internazionale Francia Italia e giurisprudenza

La tendenza generale evidenzia un progressivo allineamento tra i sistemi fiscali italiano e francese, con l’obiettivo di eliminare le doppie imposizioni e facilitare gli investimenti transfrontalieri, nel rispetto dei principi europei di libera circolazione dei capitali e libertà di stabilimento.

La Cassazione civile, sentenza n. 19926 del 19 luglio 2024 ha chiarito definitivamente che per il riconoscimento del credito d’imposta previsto dalla Convenzione Italia-Francia è sufficiente che i dividendi siano inclusi nella base imponibile dichiarata in Francia, indipendentemente dall’effettivo pagamento dell’imposta. Questo principio, confermato da numerose pronunce del 2023, semplifica notevolmente gli adempimenti per le società francesi che percepiscono dividendi da controllate italiane.

La stessa Cassazione civile, sentenza n. 23323 del 1° agosto 2023 ha stabilito che le società francesi hanno diritto al regime di participation exemption (PEX) anche quando prive di stabile organizzazione in Italia, eliminando discriminazioni fiscali contrarie ai principi europei di libera circolazione dei capitali.

Parallelamente, l’articolo 41 del decreto legge n. 78 del 2010 continua a offrire alle imprese francesi che intraprendono nuove attività in Italia la possibilità di applicare, per tre anni, la normativa tributaria di uno Stato membro UE in alternativa a quella italiana, previa procedura di interpello.

Queste novità comportano per le aziende franco-italiane una maggiore certezza fiscale grazie al consolidamento giurisprudenziale sui dividendi e plusvalenze, procedure semplificate per le operazioni societarie transfrontaliere, nuove opportunità di pianificazione attraverso gli accordi preventivi, riduzione del contenzioso grazie ai principi chiariti dalla Cassazione e adeguamento necessario alle nuove procedure doganali e di controllo delle esportazioni.