Cittadinanza italiana per i brasiliani e il ruolo dell’avvocato

Per i cittadini brasiliani che hanno ottenuto la cittadinanza italiana, spesso per discendenza da antenati emigrati, è importante comprendere che lo status di cittadino italiano non richiede particolari adempimenti per il suo mantenimento. La cittadinanza italiana, infatti, costituisce un diritto permanente e imprescrittibile, tutelato dalla Costituzione e dalle norme internazionali, che non si perde automaticamente per il semplice fatto di risiedere all’estero o di possedere un’altra cittadinanza.

L’ordinamento italiano, a partire dalla legge n. 91 del 1992, ha adottato il principio del cumulo delle cittadinanze: l’art. 11 stabilisce espressamente che “il cittadino che possiede, acquista o riacquista una cittadinanza straniera conserva quella italiana”. Questo significa che i brasiliani con cittadinanza italiana possono mantenere entrambe le cittadinanze senza alcun conflitto. La perdita della cittadinanza italiana può avvenire solo in casi eccezionali e tassativi, come l’accettazione di un impiego pubblico o di una carica pubblica presso uno Stato estero senza ottemperare all’intimazione del Governo italiano di abbandonare tale incarico (art. 12 legge n. 91/1992). Come ha chiarito la Cassazione civile con ordinanza n. 9931 del 2024, la perdita della cittadinanza richiede una rinuncia volontaria ed esplicita, non potendo essere desunta in via tacita dalla mera residenza all’estero o dal possesso di altra cittadinanza.

Gli unici adempimenti richiesti ai cittadini italiani residenti all’estero riguardano l’iscrizione all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) presso il Consolato italiano competente per territorio. Tale iscrizione è obbligatoria per chi trasferisce la propria residenza all’estero per un periodo superiore a dodici mesi e consente di mantenere i diritti elettorali, di ricevere documenti di identità e passaporti, e di accedere ai servizi consolari. L’iscrizione AIRE non è una condizione per il mantenimento della cittadinanza, ma un obbligo amministrativo che facilita l’esercizio dei diritti connessi allo status di cittadino. È importante che i cittadini italiani residenti in Brasile mantengano aggiornati i propri dati anagrafici presso il Consolato, comunicando tempestivamente eventuali cambiamenti di indirizzo, stato civile o composizione del nucleo familiare.

Un aspetto rilevante per i cittadini brasiliani con cittadinanza italiana riguarda la trasmissione dello status ai figli. Secondo il principio dello ius sanguinis previsto dall’art. 1 della legge n. 91/1992, è cittadino italiano “il figlio di padre o di madre cittadini”. Pertanto, i figli nati da cittadini italiani acquisiscono automaticamente la cittadinanza italiana per nascita, indipendentemente dal luogo di nascita. È tuttavia necessario procedere alla trascrizione dell’atto di nascita presso il Consolato italiano competente per rendere opponibile tale status nei confronti dell’ordinamento italiano. Recenti modifiche normative, introdotte dal decreto legge n. 36 del 2025, hanno reso più stringenti i requisiti per il riconoscimento della cittadinanza ai discendenti nati all’estero, prevedendo che chi è nato all’estero e possiede altra cittadinanza è considerato non aver mai acquistato la cittadinanza italiana salvo specifiche eccezioni, tra cui il caso in cui un ascendente di primo o secondo grado possieda esclusivamente la cittadinanza italiana.

In questo contesto, l’assistenza di un avvocato specializzato in diritto della cittadinanza può rivelarsi fondamentale. Un professionista qualificato può assistere i cittadini brasiliani nel riconoscimento iniziale della cittadinanza italiana iure sanguinis, verificando la corretta documentazione genealogica e l’assenza di cause interruttive della trasmissione, come naturalizzazioni degli ascendenti avvenute prima della nascita dei discendenti. L’avvocato può inoltre supportare nella gestione delle pratiche consolari, nella trascrizione degli atti di stato civile, e nell’eventuale contenzioso giudiziario qualora l’amministrazione neghi il riconoscimento dello status. Particolarmente utile è l’assistenza legale per i casi complessi, come quelli che coinvolgono la trasmissione per via materna anteriormente al 1948 (riconosciuta dalla giurisprudenza costituzionale) o situazioni in cui sia necessario dimostrare la residenza effettiva in Italia per periodi prolungati. Infine, l’avvocato può fornire consulenza preventiva per evitare comportamenti che potrebbero compromettere lo status di cittadino, come l’accettazione di cariche pubbliche estere senza le necessarie autorizzazioni, garantendo così la piena tutela di un diritto che, una volta acquisito, rappresenta un patrimonio personale e familiare di inestimabile valore.